Marmellata di arance, carote e tè al limone

Adoro le marmellate e le confetture fatte in casa, da spalmare a colazione o a merenda sul pane o da utilizzare per farcire dolci e crostate. Con le arance ho deciso di sperimentare una ricetta originale, che mi ha subito conquistato: la marmellata di arance, carote e tè al limone.

marmellata di aranceMarmellata di arance, carote e tè al limone

1 kg di arance NON trattate (chiedete sempre prima di acquistarle)

500 g di carote

2 cucchiai di tè al limone (io usato una miscela di tè verdi per un gusto più delicato ma va bene anche il tè nero aromatizzato al limone)

500 ml di acqua naturale minerale

500 g di zucchero

1 limone

Per preparare la marmellata di arance, carote e tè al limone iniziamo preparando il tè. Lasciamo in infusione le foglie (alla giusta temperatura dell’acqua) per 10 – 15 minuti. Filtrate.

Intanto puliamo e grattugiamo le carote.

Sbucciate le arance (tenete la buccia da parte!) cercando di eliminare le pellicine bianche esterne e tagliate gli spicchi a pezzetti. Versate in una pentola dai bordi alti (così eviterete di sporcare troppo la cucina) insieme allo zucchero.

Fate cuocere le carote nel per 5 minuti.

Unite alle arance le carote e il tè. Aggiungete il succo di un limone e cuocete per circa 40 minuti. Una volta che la marmellata ha raggiunto la consistenza desiderata versatela ancora bollente nei vasetti. Chiudete, capovolgete i barattoli e teneteli in questa posizione, coperti da un panno, per una notte. Se i vasetti hanno fatto il vuoto sistemateli nella credenza. Altrimenti metteteli in frigorifero e consumateli nel giro di un paio di settimane.

Con la scorza delle arance, che abbiamo tenuto da parte, vi consiglio un trucco della eco food blogger Lisa Casali. Lavate il tutto, asciugatelo e fatelo essiccare in forno. A questo punto tritate finemente fino a ottenere una polvere che potrete utilizzare per dare un tocco in più a risotti, paste, cous cous, secondi piatti di carne o di pesce, dolci. Ho provato ed è davvero un’idea geniale!

 

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Five O clock al FuoriSalone con Open Milano

Open MilanoAnche Five O clock partecipa al FuoriSalone, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2014, grazie alla libreria Open Milano (viale Monte Nero 6 – MM Porta Romana… ve ne avevo parlato tempo fa per il libro Eat Different) che in questi giorni organizza una serie di eventi per il pubblico.

L’incontro sul tè sarà domenica 13 aprile alle ore 16. Vi aspetto per conoscerci e magari per gustare una tazza di tè freddo, visto le temperature, insieme.

L’incontro dura 30 minuti ma vi segnalo gli altri bellissimi appuntamenti della giornata dedicata al benessere e al design:

  • alle ore 12, alle 15 e alle 17 detox day – creativity yoga: yoga e meditazione per stimolare la creatività con Francesca Michetti e Corinna Bianchi. Partecipazione libera
  • alle 12 e alle 15 #PHOTOPILLS BY FLAVIO GALLOZZI: 5 workshop per imparare a fotografare cibo e oggetti in collaborazione con Olympus
  • dalle 14 alle 18: SURVIVAL DESIGN TOUR. Valentina Dalla Costa (theunseen.it) ci insegna a districarci tra le novità e le tendenze della design week. Quota di partecipazione: 59 euro (incluso l’aperitivo finale). Prenotazione obbligatoria a stay@openmilano.com
  • alle 16: TABLET PER GIOCARE E IMPARARE, un laboratorio digitale per designer i più giovani a cura di Tapook. Partecipazione libera su prenotazione a stay@openmilano.com
  • alle 16.30 MESACHAIR _SILVIA GEROLDI presenta il suo blog dedicato alla sedia, l’oggetto d’arredo più quotidiano.
  • alle 17 OPEN RELAX CON QCTERMEMILANO. Lasciatevi coccolare da due massaggiatori presenti a Open. Partecipazione libera
  • sempre alle 17 TAZZINA DI CAFFÈ. Noemi Cuffia presenta il libro “Il metodo della bomba atomica“, una storia d’amore, l’incontro tra una blogger e un ragazzo con il cuore che batte troppo piano.
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Tè, benessere e sport con Virgin Active

virgin actvie benessere, per me, è sinonimo di benessere ma mi rendo sempre più conto che il benessere passa anche attraverso lo sport, soprattutto certe discipline, come yoga, e in certi posti. Non sono infatti mai stata un’amante delle palestre ma ci sono strutture che ti permettono di fare esercizio fisico in modo più tranquillo. Uno di questi è Virgin Active, società del gruppo Virgin, che si occupa dal 1999 di villaggi fitness (in Italia ce ne sono 28).

tisane benessereNon palestre ma villaggi fitness perché si vuole garantire un’atmosfera rilassata, non competitiva, dove seguire corsi (anche in piscina), fare esercizi ai macchinari, pranzare o leggere un libro al bar (c’è anche il wifi gratuito), usufruire del centro benessere (incluso nel prezzo dell’abbonamento) o bere un tè oppure un infuso. Sono stata nel Virgin Active MilanoFiori e sono rimasta davvero sorpresa di vedere di fianco al bar un dispenser di bustine omaggio delle tisane Sognid’oro e di tè verde e acqua calda. Mi ha ricordato molto la Norvegia dove nelle università c’erano sempre distributori di acqua calda gratuiti per riempire il proprio thermos.

virgin active piscinaGli spazi sono molto grandi, pulitissimi (non penso di aver mai visto un servizio di pulizia simile!) e non c’è confusione, urla, musica assordante o gente che accompagna ogni esercizio con sbuffi e gemiti (un modo come un altro per far sapere a tutti che sta lavorando con 50 kg mentre la gente normale solleva a malapena 10 kg). Queste cose mi hanno davvero stupito ma c’è un’altra cosa che mi ha sorpreso: i servizi per i bambini, dalla nursery con baby sitter, giochi, corsi di inglese o vere e proprie attività sportive.

Secondo me, il benessere perfetto prevede un corso di yoga, un’oretta al centro benessere tra sauna, bagno turco e idromassaggio e un po’ di relax al bar leggendo un libro e bevendo un’infuso, perfetto per reintegrare i liquidi persi e completare l’azione detox e rilassante.
Tra l’altro, nei Virgin Active di Brescia e Milano (corso Como), è possibile seguire i corsi di antigravity yoga, una disciplina che unisce i movimenti di pilates, danza, ginnastica ritmica alla meditazione dello yoga, il tutto in una dimensione di sospensione, trattenuti da un’amaca di tessuto.

virgin active benessere

L’abbonamento non è low cost ma comprende tutto (a parte i trattamenti di bellezza, sponsorizzati da Clarens, e di hairstyling) e andare solo alle terme o a un centro benessere costa.

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Tagliatelle di porro con lapsang souchong, panna e piselli

Un primo piatto leggero, gustoso e di riciclo: tagliatelle di porro con lapsang souchong, panna e piselli. Di riciclo perché le tagliatelle vengono realizzate con la parte verde dei porri, quella che di solito tutti scartiamo. L’ho imparato dalla eco blogger Lisa Casali, così come utilizzare tutta la zucca, anche la buccia. Vi assicuro che il consiglio è utilissimo e il arricchisce il tutto con un tocco unico!

tagliatelle porro the

Tagliatelle di porro con lapsang souchong, panna e piselli

(per 4 persone)

4 parti verdi dei porri o due porri interi (avrete tagliatelle più lunghe)

2 cucchiai di tè lapsang souchong

200 ml di panna (anche vegetale ma controllate non ci siano grassi vegetali idrogenati)

100 grammi piselli surgelati o freschi

sale

Per preparare le tagliatelle di porro con lapsang souchong, panna e piselli iniziamo preparando il tè. Lasciate in infusione per 10-15 minuti.

Intanto ricavate le tagliatelle tagliando il porro a julienne per il lungo (è facile, non vi preoccupate).

Filtrate il e portatelo nuovamente a ebollizione. Aggiungete le tagliatelle di porro e piselli. Cuocete per 5 minuti.

In un padella scaldate la panna, scolate e aggiungete le tagliatelle e i piselli e amalgamate il tutto per un paio di minuti. Regolate di sale e servite.

Sempre con il tè lapsang souchong provate:

cous cous con broccoli e lapsang souchong

taralli al tè lapsang souchong

vellutata di carote e lapsang sounchong (ottima per l’abbronzatura)

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Eat Different, le ricette per chi mangia diversamente

eat differentEat Different è un volume di ricette, edito da Gribaudo, che, come dice il titolo, è pensato per chi mangia in modo diverso per scelta o per motivi di salute. Le autrici sono due giovani ragazze Flavia Giordano e Lorenza Dadduzio, fondatrici di cucinaMancina, un portale e una community per chi mangia diversamente, per chi “è un mancino culinario”.

Nel volume trovate quindi ricette senza glutine, senza lattosio, per vegetariani, per vegani, per chi ha bisogno di pochi grassi, pochi zuccheri o poco sodio.

Ieri sono stata alla presentazione alla Libreria Open di Milano (posto davvero carino!) e ho pensato di parlarvene oggi perché, del resto, noi beviamo diversamente. Noi vi è mai capitato di uscire con delle persone, ordinare un e sentirsi dire “ma stai poco bene?”. Oppure di rifiutare un caffè e di lasciare senza parole chi vi sta attorno? A me tante volte!

eat different

La presentazione di Eat Different alla libreria Open di Milano

In Eat Different non ci sono (ancora) ricette a base di tè ma trovate proposte interessanti anche se siete solo curiosi di provare qualcosa di nuovo. Il piatto che ieri mi è piaciuto di più è stato quello preparato dallo chef Gualtiero Villa ovvero un cestino di pasta filo ripieno di crema di tofu e pere. Mi ispira poi tantissimo la ricetta della torta di carote e cocco senza farina, le cipolle di Tropea in agrodolce e tanto altro ancora… proverò!

eat different ricette

Cestino di pasta filo con crema di pere e tofu

Se volete conoscere Flavia e Lorenza e il loro libro seguite il loro tour! Oggi sono a Parma, prima alla libreria Feltrinelli di via della Repubblica e poi a Le Bistro di piazza Garibaldi. Il 30 marzo alle 11,30 vi aspettano allo Zoo di Bologna (strada maggiora 50a) e alle 18,30 alla Nina di Pietrasanta (Bo) mentre il 31 marzo sono a Roma, al Treebar di via Flaminia 226.

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Pasta e fagioli e tè

Negli ultimi giorni ho scoperto che le fagiolate sono tipiche del carnevale piemontese. A me la pasta e fagioli, in ogni stagione, piace sempre. Mi ricorda l’infanzia quando passavamo l’estate a sbucciare i fagioli, mi trasmette un senso di calore, di tranquillità e di famiglia. Ecco allora mia versione veg, insaporita dal tè lapsang souchong. Buon appetito!

pasta e fagioli

Pasta e fagioli e tè

(per 4 persone)

1 cucchiaio di lapsang souchong

200 g di fagioli secchi o freschi

180 grammi di pasta (io ho usato le lasagnette abruzzesi ma in Emilia-Romagna si usano soprattutto i maltagliati)

olio extravergine d’oliva

sale

peperoncino a piacere

Come ho letto da qualche parte, preparare la pasta e fagioli è “un gesto d’amore”, una preparazione lunga ma che garantisce grande soddisfazione.

Per prima cosa tenete a bagno i fagioli secchi per almeno 6 ore. Puoi cuoceteli in acqua non salata a fuoco moderato per due ore.

Intanto preparate il mettendo in infusione un cucchiaio di foglie di lapsang souchong per 10 minuti in 250 ml di acqua minerale naturale bollente (circa 95° C). Filtrate.

Versate il tè nell’acqua di cottura dei fagioli e portate a ebollizione. Versate la pasta, salate e lasciate cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Una volta cotta la pasta, spegnete il fuoco e lasciate coperto a insaporire.

Mangiata il giorno dopo, la pasta e fagioli è ancora più buona, anche nella nostra versione col tè. Basterà riscaldare, aggiungere un filo di olio extravergine e, per chi vuole, un pizzico di peperoncino, e buon appetito!

Se vi piace il sapore graffiante del lapsang souchong provate anche la vellutata di carote e tè o il cous cous.

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Pasticciotto

Il pasticciotto è un dolce tipico del Salento a base di pasta frolla e crema pasticcera. Pensate che il primo documento in cui si parla della ricetta risale a inizio Settecento.
La prima volta che ho assaggiato questo dolce è stato a casa dei foodblogger Singerfood. Buonissima! La seconda volta è stata qualche settimana fa da I Salentini, un ristorante di cucina salentina a Milano, ed è loro la ricetta che vi propongo oggi.

pasticciotto i salentini

Pasticciotto

Per la pasta:
300 g farina
150 g strutto
150 g zucchero
3 uova
Buccia grattugiata di un limone non trattato
Un pizzico di sale
½ bustina lievito per dolci

Per la crema pasticcera:
½ l latte
50 g farina
150 g zucchero
3 tuorli
Buccia grattugiata di ½ limone non trattato
oppure potete provare la variante di Five O clock con la crema pasticcera al matcha

Per preparare il pasticciotto impastate la farina con tutti gli ingredienti. Amalgamate bene lavorando energicamente la pasta. Lasciare riposare l’impasto per circa mezz’ora.
Nel frattempo preparate la crema. In un pentolino mescolate con un cucchiaio di legno lo zucchero con la farina e pochissimo latte. Man mano incorporate i tuorli, il latte restante e la buccia del limone. Cuocete a fuoco basso, continuando a mescolare finchè la crema non si sarà addensata.
Stendete la pasta ottenendo una sfoglia dello spessore di 7-8mm. Imburrate le formine di pasticciotti e spolveratele di farina. Foderate le formine imburrate con la sfoglia coprendo fondo e pareti. Riempite con la crema pasticcera e coprite con un’altra sfoglia. Saldate bene i bordi e spennellate con il bianco d’uovo sbattuto precedentemente. Mettete nel forno già caldo a 180° C e far cuocere per circa 30 minuti fino a quando la superficie dei pasticciotti sarà dorata.
Lasciate intiepidire e togliete dagli stampini. Servite con zucchero a velo e una tazza di Darjeeling.

Naturalmente il pasticciotto de I Salentini mi ha conquistato ma non è stato l’unico piatto  a sorprendermi.

I salentini, Milano

I Salentini

I Salentini è un ristorante di cucina salentina nel centro storico di Milano. Il locale è  semplice con pareti bianche e tavolino di legno, piatti colorati che ricordano in Sud Italia senza stonare con l’atmosfera essenziale e funzionale che si respira a Milano.
Il menu, naturalmente, propone piatti del Salento. Potete scegliere tra le proposte del giorno e quelle della carta, dove avrete l’imbarazzo della scelta o almeno per me è stato così.
Io ho iniziato la cena con un piacevole assaggio di salumeria ittica salentina (vedi foto) ovvero prosciutto di tonno, bresaola di pesce spada e mortadella di bottarga (consigliato!). Poi ho assaggiato le polpette al sugo, la classica frisa con i pomodori del Salento, i gamberoni viola di Gallipoli con la burrata e le paparine. Sapete cosa sono? Le paparine sono le foglie del papavero selvatico e sono una vera bontà. Assolutamente da provare!

I Salentini salumeria ittica

Non sono una esperta di cucina salentina ma il mio primo assaggio de I Salentini è stato un bellissimo momento e i sapori e i profumi caldi dei vari piatti mi ha fatto venire una gran voglia di fare un salto in Salento… del resto, l’estate scorsa ero in Norvegia, quest’estate ci vuole davvero un po’ di sole e un po’ di mare :-)

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Bento Sushi a Milano, cucina giapponese e tè

Bento sushi MilanoIl è una componente importante non solo nella cultura cinese ma anche in quella giapponese. Anche se non siete mai stati in Giappone, potete respirare tutto questo nel libro di un autore giapponese (avete mai letto Haruki Murakami o Banana Yoshimoto?) o in un buon ristorante giapponese. A Milano sono stata al Bento Sushi è lì, oltre alle teiere in ghisa come decorazione, ho trovato la carta dei tè e degli infusi.

Tra i tè naturalmente troneggiano i verdi giapponesi come il sencha, il matcha, il genmaicha e il kimono profumato ai petali di rosa e ciliegie. Non manca un classico, il tè verde cinese al gelsomino (jasmine tea), e un altro tè aromatizzato, un tè verde all’arancia, mandorle e cannella. Mi ha stupito trovare il mate argentino arricchito di tè verde e zenzero (brasilian detox).

Bento sushi milano

Altra sorpresa: tra gli infusi c’è il rooibos e non uno qualsiasi ma il rooibos verde, aromatizzato ai frutti di bosco.
Completano l’interessante offerta un infuso digestivo con scorza di limone e radice di zenzero e uno rilassante con camomilla, tiglio, malva e melissa.

sushi milano - Trilogia di TonnoIl tè viene riproposto anche nei dessert con il sorbetto al tè verde e la creme brulee al tè verde. Non li ho sentiti purtroppo ma vedrò di recuperare perché il Bento Sushi merita tranquillamente una seconda, terza, quarta,… visita. Ingredienti di qualità associati anche in modo originale e alternativo, come il maialiano cotto a bassa temperatura con cavolo bok choy, umeboshi e salsa alla senape oppure i gamberi rossi di Mazara con maionese alle carote, lemongrass e brodo freddo di olive taggiasche o la trilogia di tonno (nella foto). I tradizionalisti avranno “sushi” per i loro denti tra uromaki, nighiri, sashimi, gukan (una varietà di sushi creata abbastanza recentemente in un ristorante del lussuoso quartiere Ginza a Tokyo).

Da notare: al Bento Sushi di Milano è stata da poco introdotta la carta dei gin e delle acque toniche, che si va ad aggiungere a quella dei tè e degli infusi di cui abbiamo parlato prima, a quella dei vini, dei sakè, delle birre, dei whisky, delle grappe, dei rhum e delle vodke. Cibo e bevande non mancheranno!

Bento Sushi
corso Garibaldi 104 Milano
Aperto a pranzo (12 – 15 tranne domenica), per la cena (19 – 24) e per tapas e cocktail (18.30 – 24)
www.bentobar.com

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Febbraio 2014, gli eventi del tè

Spazio Sanpa MilanoScopriamo che cosa ci aspetta in questo febbraio 2014 per quanto riguarda il :

7 febbraio-8 marzo, Trento – Non perdetevi la mostra Sapore di té, profumo di oppio. Commerci, cultura, conflitti tra Europa e Cina dal XVIII al XX al palazzo Roccabruna di Trento. L’esposizione si basa sulla ricerca storica proposta in due libri editi dal Centro Martino Martini e dedicati alla Via del Tè (a cura del professor Livio Zanini) e alla Via dell’Oppio (a cura della dottoressa Laura De Giorgi). La mostra sarà accompagnata da alcuni interessanti eventi: 12 febbraio ore 17 cerimonia del tè; 13 febbraio ore 17.30 presentazione del volume Via del Tè.

12 febbraio, MilanoDammann Frères e san Patrignano vi aspettano dalle 16.30 allo spazioSanpa (piazza Sant’Erasmo 3) per l’evento “Un the per te. L’arte della degustazione”, un appuntamento gratuito e aperto al pubblico che anticipa san Valentino.

12 febbraio, Bassano del Grappa (Vi)Tè e libri protagonisti di un incontro a palazzo Roberti a Bassano del Grappa (Vi), organizzato Adg Maison. La partecipazione è gratuita. Per prenotare (fino a esaurimento posti) info@adgmaison.com oppure lavinia@palazzoroberti.it

12 febbraio, Milano – Legati alla mostra NEROCENERE di Jean-Marie Barotte ci sono una serie di eventi che interessano anche il come quello del 12 febbraio alle 18.30 alla Fondazione Stelline (corso Magenta 61) a cui parteciperanno Barbara Sighieri de La Teiera Eclettica, PierCarla Delpiano, Presidente Fondazione Stelline, Chiara Gatti, curatrice della mostra, Massimo Zanichelli, giornalista wine writer dell’Espresso, Giancarlo Ricci, saggista e psicanalista, e Mariano Murru, enologo cantina Argiolas. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

13 febbraio, Milano – La Teiera Eclettica ospita la presentazione del libro Direzione Vegolosi, un ebook dedicato alla cultura vegetariana e vegana in Italia con prefazione di Elio Fiorucci. L’incontro inizia alle 18.30 e sarà accompagnato da tè e dolci realizzati dallo chef di Vegolosi Cristiano Bonolo.

14, 15, 16 febbraio, Firenze – Dolce Lab e Tealicious vi aspettano per una romantica colazione tra tè, pancakes, brioches o cupcakes. Tra l’altro, da Tealicious, trovate un interessante tè di san Valentino: tè nero Assam e Ceylon, bergamotto, peperoncino e petali di fiordaliso blu.

15 e 16 febbraio, Novara – Ripartono i corsi di formazione dell’Ademathè per le specializzazione di Tea Sommelier, Tea Trader, Esperto Infusore /Maestro di Cerimonia, Tea Taster /Tea Blender e per il corso base preliminare. Il corso di secondo livello si terrà a Novara il 22 e il 23 marzo. I corsi si terranno nella nuova sede in via Solferino 15 (10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria). Il costo è di € 295 (livello base) + € 59 (iscrizione annuale). Info e prenotazioni: info@maestridelthe.it

18 febbraio, BolognaTè e letteratura con le amiche di Acqua Calda per il Tè, una serata alla scoperta dei riferimenti letterari che hanno il tè come protagonista. La lettura sarà accompagnata dalla degustazione di tè, frolle e zenzero candito. Appuntamento alle 20.30. L’iscrizione è indispensabile info@acquacaldaperilte.it
Per l’incontro è richiesto l’acquisto di un buono da € 5 spendibile in negozio.

20 febbraio, Bologna – Con Acqua Calda per il Tè stasera si parla di corretta alimentazione e stress, un argomento molto attuale che sarà trattato dalla dottoressa AnnaPaola Rosaspina. Appuntamento alle 20.30. L’iscrizione è indispensabile info@acquacaldaperilte.it
Per l’incontro è richiesto l’acquisto di un buono da € 5 spendibile in negozio.

22 e 23 febbraio, Milano – Alla scoperta degli oolong grazie a La Teiera Eclettica e tre sessioni per conoscere questo tè preparato con il metodo del Gongfucha. Le degustazioni si svolgeranno nella tea room de La Teiera Eclettica alle 15 del 22 febbraio, alle 10.30 e alle 15 del 23 febbraio. Ogni sessione avrà un massimo di 6 partecipanti al costo di 30 euro (27 euro per i soci dell’Associazione Italiana Cultura del Tè). Per info e prenotazioni: aictea@gmail.com

22 e 23 febbraio, Roma – I corsi di formazione dell’Ademathè si spostano a Roma con le stesse modalità e costi di Novara. Info e prenotazioni: info@maestridelthe.it

Segnalateci altri eventi di cui siete a conoscenza :-)

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Cous cous con broccoli e tè lapsang souchong

I broccoli sono una delle verdure invernali d’eccellenza, ricchi di proprietà a favore della nostra salute. A me però non piacciono molto e allora sto usando il per dare un tocco diverso a questo ingrediente. Ecco allora il cous cous con broccoli e tè lapsang souchong una ricetta veloce, facile e veg. Provate anche voi!

cous cous con broccoli

Couscous con broccoli e tè lapsang souchong

(2 persone)

150 g cous cous precotto

250 g di broccoli

1 cucchiaio di tè lapsang souchong

200 g di acqua minerale naturale

1 carota di medie dimensioni (o due piccole) per dare un tocco di colore in più

sale

Per preparare il cous cous con broccoli e tè lapsang souchong iniziamo preparando il tè. Riscaldate 200 grammi di acqua naturale minerale (circa 95° C) e lasciate in infusione il lapsang souchong per 10 minuti. Filtrate.

Intanto pulite i broccoli (scoprite come pulire i broccoli), pelate la carota, lavatela e tagliatela a rondelle della stessa dimensione. Cuocete le verdure per una decina di minuti poi mettete i gambi e alcuni ciuffi di broccoli nel frullatore con un bicchiere/un bicchiere e mezzo di acqua di cottura e un pizzico di sale. Frullate. Scolate le altre verdure e tagliatele a tocchetti. Tenete da parte.

Cuocete il cous cous secondo le indicazioni usando, invece del brodo, il tè.

Aggiungete le verdure e la crema di broccoli e la vostra ricetta è pronta! Se volete qualcosa di più saporito o nutriente aggiungete del peperoncino o dei ceci al vostro cous cous con broccoli e tè lapsang souchong.

Volete un’altra ottima ricetta con il tè lapsang souchong? Provate anche la vellutata di carote e lapsang souchong

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